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Nature Restoration Law, confronto promosso da Fondazione UNA e AB
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Roma, 25 lug. (askanews) - Nature Restoration law, il regolamento europeo sul ripristino degli ambienti naturali è stato al centro del convegno "Restoration Law. Quali opportunità per la tutela ambientale e lo sviluppo sostenibile". L'iniziativa è stata presentata attraverso il volume "Ripristino della natura e rigenerazione territoriale", illustrato in anteprima a istituzioni ed esperti del settore presso Palazzo Rospigliosi a Roma.
Approvato nel giugno 2024, "il regolamento" mira a contribuire a una ripresa continuativa e durature della biodiversità e della resilienza della natura in tutte le zone terrestri e marine dell'Unione Europea e Fondazione UNA - Uomo, Natura, Ambiente - e AB - Agrivenatoria biodiversitalia - hanno promosso dei tavoli di confronto sul tema. L'obiettivo, come suggerito da Francesco De Leonardis, Prof. Ord. Diritto Amministrativo, Università degli Studi di Roma Tre, è quello di trovare un'interpretazione condivisa per l'applicazione del regolamento.
"Innanzitutto l'Europa è intervenuta per la prima volta su questi temi con un regolamento del 2024 chiedendo a tutti gli stati europei di approntare una serie di politiche per cercare di risolvere in qualche modo quello che potremmo chiamare il collasso del pianeta".
Impostare una metodologia per la corretta applicazione e instaurare un dialogo costruttivo tra istituzioni e giuristi sono stati il tema delle discussioni, dove sono è stato protagonista, insieme a diversi docenti dell'Università italiane, il ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin. Nel tavolo politico, spazio anche al presidente di Fondazione UNA, Maurizio Zipponi, che spiega così gli obiettivi del convegno.
"L'importanza dell'iniziativa di oggi e la presentazione di questo libro in cui intervengono i migliori giuristi italiani e i migliori scienziati italiani è l'obiettivo di far sì che il tema del ripristino sia un tema concertato, cioè il risultato di un'azione di diversi mondi di cui Fondazione UNA è parte".
Il regolamento stabilisce come obiettivi inderogabili il ripristino di almeno il 20% degli ecosistemi naturali entro il 2030 e di tutti gli ecosistemi che necessitano di intervento entro il 2050, attraverso l'attuazione di piani nazionali di ripristino da parte degli Stati Membri. Il presidente di AB, Niccolò Sacchetti, sottolinea come il Nature Restoration Law sia un cambio di paradigma verso il ripristino attivo della natura.
"Il Nature Restoration Law è un regolamento che avrà sicuramente un grandissimo impatto soprattutto su chi ha come attività principale la conservazione della natura, del territorio, della biodiversità e dell'ecosistema che noi portiamo avanti da sempre e quindi è il nostro ruolo fondamentale mettere in evidenza questo regolamento e vigilare che poi il regolamento nel nostro Paese venga attuato nelle maniere migliori senza distorsioni come è successo in tanti anni in passato".
L'evento di Palazzo Rospigliosi si inserisce nel più ampio progetto di Fondazione UNA e AB per assicurare continuità di riflessione e approfondimento sulle modalità di riconciliazione tra uomo e ambiente, già avviato lo scorso anno con i tavoli di confronto relativi alla riforma dell'articolo 9 della Costituzione sulla tutela degli animali e della biodiversità.
Approvato nel giugno 2024, "il regolamento" mira a contribuire a una ripresa continuativa e durature della biodiversità e della resilienza della natura in tutte le zone terrestri e marine dell'Unione Europea e Fondazione UNA - Uomo, Natura, Ambiente - e AB - Agrivenatoria biodiversitalia - hanno promosso dei tavoli di confronto sul tema. L'obiettivo, come suggerito da Francesco De Leonardis, Prof. Ord. Diritto Amministrativo, Università degli Studi di Roma Tre, è quello di trovare un'interpretazione condivisa per l'applicazione del regolamento.
"Innanzitutto l'Europa è intervenuta per la prima volta su questi temi con un regolamento del 2024 chiedendo a tutti gli stati europei di approntare una serie di politiche per cercare di risolvere in qualche modo quello che potremmo chiamare il collasso del pianeta".
Impostare una metodologia per la corretta applicazione e instaurare un dialogo costruttivo tra istituzioni e giuristi sono stati il tema delle discussioni, dove sono è stato protagonista, insieme a diversi docenti dell'Università italiane, il ministro dell'ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin. Nel tavolo politico, spazio anche al presidente di Fondazione UNA, Maurizio Zipponi, che spiega così gli obiettivi del convegno.
"L'importanza dell'iniziativa di oggi e la presentazione di questo libro in cui intervengono i migliori giuristi italiani e i migliori scienziati italiani è l'obiettivo di far sì che il tema del ripristino sia un tema concertato, cioè il risultato di un'azione di diversi mondi di cui Fondazione UNA è parte".
Il regolamento stabilisce come obiettivi inderogabili il ripristino di almeno il 20% degli ecosistemi naturali entro il 2030 e di tutti gli ecosistemi che necessitano di intervento entro il 2050, attraverso l'attuazione di piani nazionali di ripristino da parte degli Stati Membri. Il presidente di AB, Niccolò Sacchetti, sottolinea come il Nature Restoration Law sia un cambio di paradigma verso il ripristino attivo della natura.
"Il Nature Restoration Law è un regolamento che avrà sicuramente un grandissimo impatto soprattutto su chi ha come attività principale la conservazione della natura, del territorio, della biodiversità e dell'ecosistema che noi portiamo avanti da sempre e quindi è il nostro ruolo fondamentale mettere in evidenza questo regolamento e vigilare che poi il regolamento nel nostro Paese venga attuato nelle maniere migliori senza distorsioni come è successo in tanti anni in passato".
L'evento di Palazzo Rospigliosi si inserisce nel più ampio progetto di Fondazione UNA e AB per assicurare continuità di riflessione e approfondimento sulle modalità di riconciliazione tra uomo e ambiente, già avviato lo scorso anno con i tavoli di confronto relativi alla riforma dell'articolo 9 della Costituzione sulla tutela degli animali e della biodiversità.
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